Mostre 

Luoghi perduti, l’altra Genova fotografata da Adriano Silingardi

sestri silingardi(“Partenza domenica”, via Ciro Menotti)

 

<Che grande soddisfazione fotografare Genova, i suoi tramonti, le sue strade, i carruggi, i forti, il mare e le nuvole. Questa è una città bellissima, è facile innamorarsi e perdersi in essa. Ma dietro le quinte, dove i turisti non arrivano, esiste un’altra dimensione, un mondo parallelo che ha pochi punti di contatto con l’altro> lo dice Adriano Silingardi, autore delle fotografie che saranno esposte nella mostra che sarà visitabile alle Cisterne di Santa Maria di Castello, dal 1º al 12 aprile 2016 – tutti i giorni dalle 15 alle 18, ingresso libero (su prenotazione per scuole e gruppi tel.3336611694). Inaugurazione venerdi 1 aprile ore 17.
<Qui sono i luoghi perduti. I punti più vulnerabili sono sempre le periferie, nate spesso con un destino segnato di bruttezza e abbandono – prosegue Silingardi -. Non mancano però piccoli o grandi abissi neanche nei quartieri storici, dove spesso architetture di pregio o testimonianze importanti convivono con oggetti urbani di ignobile fattura e dove i torrenti serpeggiano sotto le case, a volte anche dentro le case. Manca anche l’interesse di molti cittadini per la bellezza e l’armonia, la cura delle cose è limitata all’interno delle mura di casa, già il portone o il cortile sono terre aliene, da usare e dimenticare; i portoni sbilenchi, le facciate butterate, i cavi elettrici che si aggrovigliano in festoni malati non destano nessuna attenzione. Così ci abituiamo agli sconci, non pratichiamo la bellezza e quindi non la pretendiamo dagli altri. Questi luoghi sfuocati sono diventati lo scenario di una lunga avventura visuale e umana, un viaggio a piedi in molte tappe per strade, sentieri, scalinate infinite che uniscono, o spesso dividono, zone della città che abitualmente non si parlano e non si conoscono. Solo camminare senza meta lascia la libertà di scoprire luoghi nascosti o dimenticati, la sorpresa e la meraviglia di trovare angoli di città di cui non si occupa nessuno, abitati talvolta dagli invisibili, uomini, donne e bambini che vivono nei muri e sotto i cavalcavia vertiginosi sui quali ogni giorno sfrecciamo ignari. In queste fotografie manca spesso la figura umana, non è una scelta stilistica ma la prova di come certi spazi allontanano le persone costringendole ai margini dell’immagine, non protagoniste ma ombre di passaggio. I titoli delle foto vengono in gran parte dalla fantascienza e descrivono bene le sensazioni provate davanti a situazioni fuori dal mondo!>.

Villa Croce silingardi(“La Casa dalle finestre nere”, corso Mentana)

Adriano Silingardi vive e lavora a Genova, dove è nato nel 1951. Ricercatore, collezionista e fotografo, si interessa da molti anni alla fotografia antica, con particolare attenzione al mondo mediterraneo tra ‘800 e ‘900. Su questo argomento ha prodotto e allestito mostre nell’ambito di Genova Fotografia (l’ultima su Luigi Fiorillo a Palazzo Rosso nel 2014, la prossima nell’autunno del 2016 sempre a Palazzo Rosso sui fratelli Zangaki) ed ha pubblicato un libro, “L’Occhio della Sublime Porta”, (De Ferrari editore, 2003). Segue e fotografa i movimenti sociali e politici dalla fine degli anni’60. L’ultima sua mostra fotografica, intitolata “Genova in Movimento” sui movimenti politici giovanili dal 1970 al 1980 è stata allestita nel 2014 presso Palazzo Ducale a Genova. Ha fotografato la sua città ed in particolare il centro storico e le sue trasformazioni negli ultimi decenni.

san_benigno silingardi(“Contatto con l’inumano”, giardini Angelo Costa)

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